venerdì 15 luglio 2011

Il sindaco, il senatore & un candidato donna


Dopo 3 anni di silenzio assoluto colpo di scena ad effetto del PD, “quello buono”, all’opposizione che spara a zero sull’incolpevole Presidente del CERMEC (nomina “Pucciana”), quando, è notorio, che non si possono addebitare, a questi, responsabilità sulla situazione debitoria dell’ente amministrato.

Il Popolo Azzurro, inizialmente, con stupore si è reso conto che questo silenzio è terminato svelando un alleanza programmatica condivisa sotto traccia, dal segnale d’esistenza in vita del PD che in “codice” ripropone la propria candidatura al prossimo governo della città. Con chi? Con la XXVIII Aprile, è evidente!

Uno scenario inquietante che prevede la riunificazione del PD a scapito di uno scivolamento progressivo di SEL all’opposizione, insieme al PdL, (o ciò che ne rimarrà); risultato: candidatura di una donna a sindaco e candidatura romana di Pucci al Senato della Repubblica che il Popolo Azzurro da tempo sospettava fosse l’unica soluzione possibile a Massa

Ma allora che ci stanno a fare tutti gli altri comprimari della politica, se il patto è sempre quello che tiene insieme, da 20 anni, il sindaco e il senatore? Allora, rilnciamo la candidatura dell’ex capogruppo del PdL S. Casalini che ha, certamente, più a cuore le sorti di Massa e dei suoi cittadini.



Popolo Azzurro

Francesco Sinatti

giovedì 14 luglio 2011

La “stagione turistica”: una questione di “lato B”

Solo un anno fa......

L’attenzione dedicata dai quotidiani locali e da alcuni rappresentanti politici alla pubblicità scelta dall’APT per promuovere il nostro territorio è a dir poco sorprendente, per non dire degna, di miglior causa.

Il colpevole ritardo nel ripascimento dell’arenile, con tanto di chiatta e cumuli di sabbia del “Versilia”, è sotto gli occhi di tutti:  uno scempio! Nei prossimi giorni l’implacabile caldo estivo farà di nuovo esalare i miasmi dal depuratore delle “querce” e ci racconteranno le solite “storie” che, da vent’anni, ci propinano per il mancato raddoppio del depuratore in area Cersam.

Questi sono i “drammatici” problemi che attanagliano la promozione delle spiagge di Marina di Massa, Ronchi e la ricettività turistica del nostro territorio che la classe politica massese dovrebbe risolvere “immediatamente”, invece, di occuparsi di “lato B”.

Spiagge cortissime, miasmi che si diffondono nell’aria a seconda di quanti liquami vengono sversati nel fiume Frigido, non sono certo un “biglietto da visita” migliore di un sedere femminile per la promozione del territorio, pertanto, chi è senza “peccato” scagli la prima pietra!

A quale titolo una “classe politica” avvezza a non occuparsi, se non per interessi di parte, dei problemi di questo territorio, scende in campo per fare una crociata contro “la promozione” dell’APT che, per quanto discutibile (per alcuni/alcune), non vedo come possa essere lesiva della dignità delle donne che puntualmente si muovono sulle nostre spiagge con costumi anche più succinti ?

Quali misteriosi motivi di "genere" animano le critiche che vengono mosse verso l’APT, al di là delle pari opportunità, che dovrebbero “vedere” rappresentato sul manifesto anche un “lato B” maschile? Non lo sappiamo! Ciò che invece sappiamo per certo è che dovremmo sperare nel “lato B” per salvare una stagione turistica cominciata nel peggiore dei modi, grazie ai ritardi della politica e di tutti coloro che, da anni, s’impegnano per a peggiorare le prospettive del territorio massese.




Luglio 2010 - articolo pubblicato da "LEGGO"
Francesco Sinatti






martedì 12 luglio 2011

I “Delegati” & la politica di "Sinistra"

L’amministrazione, all’inizio della consiliatura (2008), ha fatto scientemente “l’en plain” dotandosi di 10 assessori e 4 delegati, in questo modo, ha creato i presupposti per aumentare a dismisura i costi della politica massese.

L’amministrazione avrebbe dovuto pensare ad un bilancio (serio) degli obiettivi raggiunti, fino ad oggi, da delegati e assessori, rendendosi conto che, con questo assetto, non poteva reggere dei “delegati” (a parte quelli silenti) che parlando, denunciano l’inconsistenza, l’inefficacia e l’inutilità della loro azione per il raggiungimento degli obiettivi fissati.

Per questo motivo l’amministrazione dovrebbe cominciare a tagliare “i rami secchi” in funzione del rendimento e delle risorse (a disposizione) per ogni “centro di costo” o, più tradizionalmente per assessorato, con questo sistema razionalizzerebbe le risorse pubbliche evitando scelte miopi, come quella del mancato Polo unico dei rifiuti non raggruppando: AMIA, ASMIU, ERRE ERRE e CERMEC, in unico soggetto (risolvendo indirettamente i problemi di CERMEC con l’inevitabile chiusura).

Il mancato raggiungimento del Polo unico dei rifiuti e la questione dei “delegati” rappresentano plasticamente “l’affondamento” della sedicente politica di “sinistra” in campo economico.

Signori della XXVIII Aprile, considerati i risultati ottenuti, non Vi sembra il momento di “staccare la spina” al flusso di denaro pubblico che viene distratto alla gestione della, già complicata, ordinaria amministrazione risparmiando queste risorse?



“Popolo Azzurro”
Francesco Sinatti

venerdì 8 luglio 2011

“Il delegato dimezzato”

“Gesù non è morto dal sonno!” Per questo motivo ci domandiamo perché il delegato allo Sport F. Vullo continui a lamentarsi dello scarso peso che hanno le sue scelte nell’indirizzo politico amministrativo dello sport cittadino. Perché, il pluridecorato campione di palla a volo, ha accettato questa “delega”? Poteva non sapere che una “delega” non ha gli stessi poteri di un assessorato?

Anche se fosse, dovrebbe comunque prendersela solo con se stesso per non essersi accertato, prima, di quali erano i suoi effettivi poteri; tuttavia, non ci sfugge, che assumere un incarico da assessore comporta una serie di limitazioni, e/o ridimensionamenti, delle retribuzioni che vengono percepite per altri incarichi professionali che, invece, la "delega" garantisce a pieno.

Inutile polemizzare, con il presidente della Massese calcio, il ruolo del delegato o dell’assessore deve essere istituzionale e, quindi, favorire il dialogo con tutti i soggetti che fanno parte del movimento sportivo locale, a maggior ragione con la Massese calcio che, per ovvi motivi, rappresenta l’espressione tradizionalmente più rappresentativa dello sport cittadino. Il presidente Turba, chiamato in causa, apre scenari non commendevoli sulla situazione dello stadio e sulle responsabilità della politica. Chi doveva farsene carico?

A tre anni di distanza dall’insediamento come “delegato” queste polemiche sono strumentali ed un consiglio, a F. Vullo, lo avevamo già dato suggerendogli di dare “salutari” dimissioni mettendo in evidenza quali erano i motivi che gli impedivano di fare il suo lavoro al meglio.

Le dimissioni non ci sono state, i problemi restano e le polemiche anche, insieme al delegato, che permane nel suo incarico al di là del danno alla sua “immagine e ai suoi innegabili meriti sportivi”, un glorioso passato sportivo non garantisce una carriera politica da “nazionale, tout cour”, se ne faccia una ragione e, soprattutto, dia un segno delle proprie capacità prima di “nascondersi” dietro polemiche che non gli rendono merito.




Popolo Azzurro
Francesco Sinatti






Il delegato senza nome


L’assessorato allo sport di Massa non ha mai brillato per concretezza, ma da quando è diventato delega, cioè un incarico d’indirizzo senza veri e propri poteri decisionali, si stenta a valutarne l’operato.

Una serie d’ipotesi si sono inseguite dal maggio del 2008 a oggi: dapprima la cittadella dello sport, poi un palazzetto ad assetto variabile da realizzare con un project finacing di privati ed una ridda d’illazioni, annunci che hanno illuso (per poco) chi lo sport lo pratica davvero.

Alla fine il delegato Vullo, prestigioso passato sportivo alle spalle, si è trovato di fronte ad un muro impenetrabile, non di mani alzate sopra la rete, ma di silenzi e mancate risposte, chissà se aveva messo in conto che l’azione politica spesso si consuma in logoranti battaglie di posizione più che in rapidi schemi da attuare sul parquet di un palazzetto dello sport? Parrebbe di no.

Il suo potere in merito alla realizzazione di queste opere è solo di stimolo e di proposta, ci fa sapere in una replica “piccata” su di un quotidiano, sottolineando che non ha diritto di voto in giunta e che lavorare in questo modo non è facile.Tutto vero!

Ma resta il fatto che si è assunto la responsabilità della delega, tra l’altro una delega costosa 36.000 euro l’anno, poteva chiedere di essere insediato come assessore (se voleva più poteri) spettava comunque a lui chiedere maggiore autonomie e garanzie al sindaco.

Se, a oggi, il delegato Vullo ritiene di non essere in grado di portare avanti i suoi intendimenti può sempre rassegnare le dimissioni dando una salutare scossa all’amministrazione ed un forte segnale al movimento sportivo: “Ce l’ho messa tutta ma m’impediscono di lavorare”, ne guadagnerebbe la sua credibilità e la sua immagine!

Intanto gli atleti vagano da una struttura all’altra, il palazzetto è fatiscente e lo stadio è ai limiti dell’agibilità, niente di nuovo sotto il cielo dello sport a Massa.



Novembre 2009

Francesco Sinatti

lunedì 4 luglio 2011

Un bilancio per il CERMEC

Ci sfugge il motivo che richiede l'approvazione - ad ogni costo - di un bilancio davanti al C.d.a del CERMEC, nonostante, un dibattito aperto sulla legittimità di atti ed operazioni effettuate dall'ente risultate, in seguito, anomale e discutibili.

Ci sfugge l'opportunità politica e aziendale che consiglia di approvare un bilancio non condiviso da tre consiglieri di Carrara e dal presidente dimissionario della municipalizzata, ci sfugge il motivo che -  in questo clima - spinge a ripianare un bilancio che risente nel suo equilibrio d’ipotesi di falsa fatturazione. 

In altri termini il cittadino “vessato” da una TARSU, già altissima (145€ a tonnelata per conferimento dei rifiuti), anziché ricevere dei servizi connessi a questa salatissima tassa, viene chiamato, invece, a ripianare le somme distratte all’attività di servizio della municipalizzata con aumenti, prossimi, di TARSU (o TIA), che dir si voglia.

Il Popolo Azzurro ha già sostenuto, in passato, che il CERMEC andava lasciato alla “deriva finanziaria del fallimento”, così come è stato gestito dai suoi amministratori, occasione unica per chiudere con un passato di ombre e sospetti sulla sua conduzione per introdurre l’ATO unica dei rifiuti, meglio conosciuta come Polo Unico, che raggruppa tutte le municipalizzate dei rifiuti compresi i C.d.a connessi, al posto del “carrozzone Pucci” che, da sempre, asseconda l’insediamento dei “trombati” della politica.

Si faccia piazza pulita di queste vicende, poi, si potrà parlare di un “ripensamento” della gestione delle municipalizzate, al momento, “l’odore” del CERMEC è ancora troppo forte!



“Popolo Azzurro”
Francesco Sinatti