domenica 11 marzo 2012

Pieno appoggio del “Popolo Azzurro” alla linea di Ugolotti (PD)


Una grande coalizione di forze moderate, per Massa, è la proposta che il Popolo Azzurro, da tempo, ha lanciato a tutti i partiti che non si sentono rappresentati da questa sinistra “retrogada e ideologica” che ha governato malissimo la città negli ultimi 30 anni.  

Come la sua attuale maggioranza, Pucci, non è riproponibile per una candidatura 2013, il “niet” del segretario del PD, all’apertura del sindaco, sembra  cassare definitivamente l’ipotesi più scontata sul tavolo della politica massese - ricongiunzione Pucci & PD - aprendo scenari nuovi per le prossime amministrative.

Con una coalizione di forze moderate diciamo “basta” all’immobilismo e alle vecchie ricette di questa sinistra condita di “resistenza”, populismo per  rompere gli schemi della contrapposizione fra schieramenti di segno opposto, che nulla di buono ha portato alla nostra città, spazzando via la politica clientelare che ci ha ridotto fra le ultime province italiane.

“Resistenza” alle forze antidemocratiche che hanno “disinnescato” il confronto con l’opposizione in città e pieno appoggio al segretario del PD, da centro destra, per governare insieme il “cambiamento” ed aprire scenari nuovi alla politica locale.

Oggi, censuriamo l’imperdonabile compromesso del sindaco che ha voluto governare  appoggiandosi su forze di destra (lo hanno visibilmente aiutato a vincere le ultime amministrative) e rilanciamo un alleanza conforme a quella istituzionale, con l’appoggio del costituendo PSDI, priva di comunisti e IDV, archiviando definitivamente la politica e l’apertura fatta dal sindaco al PD.

Popolo Azzurro
Francesco Sinatti

Stagione turstica: Una questione di lato "B"

L’attenzione dedicata dai quotidiani locali e da alcuni rappresentanti politici alla pubblicità scelta dall’APT per promuovere il nostro territorio è a dir poco sorprendente, per non dire degna, di miglior causa.

Il colpevole ritardo nel ripascimento dell’arenile, con tanto di chiatta e cumuli di sabbia del “Versilia”, è sotto gli occhi di tutti, uno scempio!

Nei prossimi giorni l’implacabile caldo estivo farà di nuovo esalare i miasmi dal depuratore delle “querce” e ci racconteranno le solite “storie” che da vent’anni ci propinano per il mancato raddoppio del depuratore in area Cersam.

Questi sono i “drammatici” problemi che attanagliano la promozione delle spiagge di Marina di Massa, Ronchi e la ricettiva turistica del nostro territorio che la classe politica massese dovrebbe risolvere “immediatamente”, invece, di occuparsi di “lato B”.

Spiagge cortissime e miasmi che si diffondono nell’aria, a seconda di quanti liquami vengono sversati nel fiume Frigido, non sono certo un “biglietto da visita” migliore di un sedere femminile per la promozione del territorio, pertanto, chi è senza “peccato” scagli la prima pietra!

A quale titolo una “classe politica” avvezza a non occuparsi, se non per interessi di parte, dei problemi di questo territorio, scende in campo per fare una crociata contro “la promozione” dell’APT che, per quanto discutibile (per alcuni), non vedo come possa essere lesiva della dignità delle donne che puntualmente si muovono sulle nostre spiagge con costumi anche più succinti ?

Quali misteriosi motivi animano, al di là delle pari opportunità che dovrebbero “vedere” rappresentato sul manifesto anche un “lato B” maschile, le critiche che vengono mosse verso l’Azienda per la promozione turistica”? Non lo sappiamo!

Quello che invece sappiamo per certo è che dovremmo sperare nel lato "B" per salvare una stagione turistica cominciata nel peggiore dei modi, grazie ai ritardi della politica e di tutti coloro che, da anni, s'impegnano a peggiorare le prospettive del territorio massese.

Giugno 2010
Francesco Sinatti

sabato 10 marzo 2012

Turismo per "caso"

Mi domando spesso se chi si occupa di turismo in città si svegli, sempre e solo, a primavera della stagione che sta per aprirsi per constatare che non si è fatto nulla per questo settore (anche quest’anno) per poi scoprire che non cambia l’offerta turistica della riviera Apuana dagli anni 60. Chi avrebbe dovuto intervenire, negli ultimi quarant’anni, se non “balneari”, amministrazione comunale e provincia per cambiare le “sorti” del Turismo?


Dove sono state, in questi anni Confesercenti e Ageparc, per constatare, ora, che “i risultati sono disastrosi per questo settore”? Si aspettavano, forse, che gli “indolenti e disinteressati” cittadini massesi si rivoltassero a “furor di popolo” contro l’amministrazione piuttosto che andare a leggersi “La Gazzetta” al sole sulla spiaggia? Chi dovrebbe chiedere un “tavolo per il Turismo” all’amministrazione se non le associazioni di categoria e i balneari?

Inutile lamentarsi, ora, se “i denari” per il “Turismo” sono finiti nel ripascimento “infinito” dell’arenile, che ci è costato un “occhio della testa”, senza ottenere nessun risultato di contrasto all’erosione, inutile lamentarsi se “i balneari”, chiusi fra Bolkestain e il “mare incazzato”, dovranno scendere a patti prima delle aste. Che cosa aspettano a chiedere un incontro all’amministrazione sul piano dell’arenile?

 Inutile lanciare appelli alla cittadinanza se i diretti interessati non hanno la forza di far valere le proprie ragioni, al di là dei sondaggi, si “sporchino le mani” e chiedano risposte alla “Politica”, che in città li rappresenta a pieno titolo, se la “Politica” è ancora capace di darle, al di là degli interessi “privati”, intervenendo su un settore strategico come il turismo fermo al 6% del PIL  a Massa (Italia 11% Turismo su PIL) Chi ha votato la Sinistra e il sindaco Pucci per la terza volta? Votatelo anche nel 2013, se siete soddisfatti!!

 A questo proposito, in tempi non sospetti, ho scritto, ovviamente senza essere pubblicato da Tirreno e Nazione, questo “drammatico” articolo che è stato recentemente ripubblicato sul www.sottoinchiestablogspot.com che riguardava “l’andazzo” della stagione turistica 2010 e domandatevi se il turismo potrà mai funzionare a Massa e dintorni….


Massa: Una città a “vocazione turistica”


“Disgraziatissima”, un superlativo forse non basta a definire la stagione estiva 2010 per la città di Massa, cominciata a giugno inoltrato, per le piogge insistenti, ha visto un crescendo di “siparietti” che hanno messo in evidenza tutte i lati peggiori dell’accoglienza che riserviamo ai turisti che vorrebbero trascorrere un soggiorno gradevole e rilassante per portare con se un buon ricordo delle spiagge Apuane.

 Spiagge corte, in alcuni punti cortissime, tanto da non lasciare il posto a più di un paio di file di ombrelloni, un ripascimento insistito fino al 10 giugno nel disperato tentativo di rimediare ai danni delle mareggiate invernali, i miasmi del dragaggio che allontanano alcuni turisti che pranzavano in prossimità del fiume Versilia ed una polemica al “vetriolo” sulla promozione delle nostre spiagge, con i cartelloni del “lato B” dell’APT, che hanno fatto insorgere tutte le donne della politica locale e l’assessore regionale in persona.

Sembrava che ce ne fosse abbastanza per ricordare il 2010 come anno “horribilis” del turismo massese. Invece no!

Dopo la notizia, che ha fatto il giro della nazione, dell’intossicazione di un centinaio di sordomuti in un ristorante di Marina, potevamo forse farci mancare la “perla”, rara, che ha visto il proprietario di uno stabilimento balneare prendere a secchiate d’acqua i coniugi di Bergamo che avevano deciso di fare tappa, disgraziatamente a Massa, nel tentativo di raggiungere Scarlino, meta ultima del loro viaggio?

I coniugi, dopo aver denunciato il titolare ai Carabinieri, hanno, ovviamente dichiarato che non torneranno più dalle nostre parti! Come dargli torto? In un crescendo da film dell’orrore non si è sentita la voce di nessun politico stigmatizzare la volgarità e l’arroganza di quanto accaduto.

Il messaggio che diamo ai turisti che mandiamo via a secchiate d’acqua non è forse lesivo della dignità (maschile e femminile), che identità veicoliamo del nostro territorio?

Non ho letto commenti, ne piccate proteste per quanto accaduto, nessuno si è scandalizzato, anche se l’immagine dei due turisti “fradici”, è certo la peggiore pubblicità per il nostro turismo e per la nostra amministrazione che potrebbe, quantomeno, costituirsi parte civile nei confronti di soggetti che squalificano la nostra offerta turistica e la città. Invece, silenzio! Merito al direttore dell’APT che, almeno, a tentato di mettere una “pezza” alla vicenda invitando la coppia a trascorrere una vacanza a nostre spese in un altro periodo dell’anno.

Dopo questa rassegna di episodi, al contempo, grotteschi e drammatici, definirsi una città a vocazione “turistica” ci vuole del “fegato”!!!!!!



Giugno 2010
Francesco Sinatti


domenica 4 marzo 2012

Comune di Massa: A proposito di “mutui” …

Qualche mese fa si è fatto un gran parlare del “monte” mutui del comune di Massa, “dimenticati”, anche per importi rilevanti, nelle pieghe del bilancio e dei vari assessorati: uno “scandalo”!
Contratti e non spesi dall’amministrazione, in alcuni casi, risalenti anche agli anni 60, la “cattiva abitudine” era datata e ha coinvolto tutte le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 40 anni al governo della città; ma, potenza della “crisi”, solerzia e merito dell’assessore Volpi, è cominciato un lavoro di “ripulitura” che concorre a valutare l’incidenza di queste somme sull’imponente cifra di 75,7 ml € di residui attivi, molti dei quali, oggi, di fatto inesigibili.
Tuttavia, “le rinegoziazioni del debito del comune”, hanno spesso lasciato “dubbi” quanto ad opportunità, tempismo e vantaggi per le casse dell’amministrazione, soprattutto, non hanno aiutato a ridurre (e/o estinguere) i mutui per le quali erano state ideate, ma hanno concorso al “maquillage” dei bilanci  degli ultimi anni.
 A questo proposito, “rinegoziazione/conversione dei mutui in ammortamento”, (atto di giunta n° 351 del 24.10.2002), nel finale della consiliatura Pucci II (Bis), ci da un saggio di come l’amministrazione abbia contratto mutui in ammortamento per un importo di 45 mld (vecchio conio), pari a 23,5 ml di €, questa cifra è stata tradotta in un prestito obbligazionario di pari importo, ai sensi e per gli effetti della L 488/2001 art. 41. Quanta, di questa cifra al “debito del Comune”, fu sottoscritta dagli investitori? Viceversa, pagammo la banca emittente ed “il debito in mutui” rimase poi non sottoscritto perché nessuno acquistò gli “esotici Boc massesi”?

La“prassi” di rinegoziare il debito mediante operazioni di finanza innovativa, ha creato delle criticità sui debiti da finanziamento, in particolare “sui contratti per la ristrutturazione del debito”, a cui l’amministrazione Pucci II (Bis) non si è sottratta, a suo tempo, ma anzi, con un emissione (Banca-DEXIA Credit Coop) di Boc 2003 - 2013, sottoscritta nel 2003 la sfruttò a pieno. Questa emissione di Boc (Buoni Obbligazionari Comunali), finalizzata al rimborso di mutui contratti con istituti diversi dalla Cassa depositi e prestiti, per un importo di 22,9 ml€, che fine ha fatto? Quanta, di questa cifra al “debito del Comune”, fu sottoscritta

Iscritto a bilancio di previsione 2003 (delibera comunale n° 25 del 16.05.2003) che cosa resta, oggi, nelle pieghe del bilancio, di quel “prestito obbligazionario” in BOC che scade nel 2013? E’ evidente che l’amministrazione oggi, parla di scandalo mutui, ma, ieri, era colei che emetteva un prestito obbligazionario per riassorbire i mutui contratti dal 1996 al 2003 per il “funambolico importo” di 23ml € (circa), cioè, per una cifra pari a quasi un 1/3 degli residui attivi, di cui non si sa più nulla.  Questo non è, però, l’unico interrogativo che suscitano le c.d. “rinegoziazioni di debito comunale”, che “casualmente” sembrano prediligere la fine dei mandati per essere sottoscritte,“prescindendo” dall’andamento del Tasso di riferimento.
In quella del 2007 (dove abbiamo rischiato il derivato), per 52 ml€ di nozionale, si è centrato in pieno uno dei periodi meno “adatti” per rinegoziare i muti (visto che il tasso Euribor a 6 mesi era a 4,89% + spread + istruttoria, fra i più alti degli ultimi 10 anni), si potrebbero liberare ml di € in minori interessi se le rinegoziazioni avvenissero “scientificamente” in periodi più favorevoli come, appunto il 2010, in cui il tasso Euribor a 6 mesi ha oscillato fra 0,98% e 0,95%. Come mai ciò non avviene? Dobbiamo favorire qualche Banca?
Il Comune di Massa, con ali così modeste (capacità produttiva PIL) e un corpo così pesante (debito del Comune), può permettersi di essere paragonato a un calabrone che vola perché ignaro e perciò continua a farlo e a rimanere sospeso a mezzaria. Fino a quando potrà durare “il miracolo”? Potrebbe bastare un semplice “specchio” per farlo schiantare rovinosamente a terra!

Francesco Sinatti



  






sabato 3 marzo 2012

PIUSS: Una scala "contro"

Durante la presentazione del PIUSS, 14 maggio Palazzo Bourdillon, mi sono reso conto che il sindaco e la sua vice fossero venuti a promuovere “una scala contro qualcuno” più che a favore dei cittadini o degli eventuali turisti (pochi), se mai la useranno.

I toni, con cui la vicesindaco ha presentato e promosso l’opera, suonavano più da comiziante che doveva convincere se stessa prima, ancora, che gli astanti intervenuti all’incontro, anche il sindaco, per un po’, è parso temere che si sarebbe parlato più di “scale che di altro”.

Alla fine dell’incontro me ne sono andato con la certezza che non vi fosse un piano “B” e che la scala, poco partecipata, la si volesse costi quel che costi, più che una proposta un “diktat” dell’amministrazione: “abbiamo deciso a favore della scala ve lo comunichiamo”, punto.

Ho pensato di non scrivere ancora su questo argomento, ma i toni  dell’articolo pubblicato il 26 maggio lasciano vieppiù sorpresi, considerando che la vicesindaco parla espressamente di “odio” nei suoi confronti, di errori a prescindere, di confronto, (con chi?) e si annuncia un incontro con la cittadinanza (per ribadire il concetto?).

Non è difficile rendersi conto che più che fare una scala si tratta d’imporla con toni “bellicosi” che non appartengono alla tanto “sbandierata” partecipazione democratica, ma tant’è, “i nipotini di Stalin evidentemente sono tornati per visitare il castello”, apprezziamo comunque il finale dell’articolo, dove si dice, senza mezze misure che “ si stanno definendo i dettagli e che il progetto si farà”.

Si auguri il vicesindaco  di non  trovare nessun "intoppo" nella realizzazione della scala, perchè dopo queste dichiarazioni il finale di questa faccenda potrebbe essere un esilarante  barzelletta, oltre che, un "cul de sac" per il PIUSS e l'amministrazione.


Maggio 2010
Francesco Sinatti